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Gli ultrasuoni sono vibrazioni acustiche ad alta frequenza (20khz) non udibili all’orecchio umano.
In campo terapeutico possono essere ottenuti, in modo artificiale, sfruttando la proprietà di alcuni cristalli minerali (quarzo piezoelettrico),sottoposti all’azione di un campo elettrico a corrente alternata, di dilatarsi e comprimersi emettendo così vibrazioni.
Le proprietà terapeutiche degli ultrasuoni sono dovute a quattro differenti effetti in grado di agire in maniera combinata:

  • Effetto termico , consistente in un’innalzamento della temperatura dei tessuti trattati
  • Effetto meccanico, consistente in un micro massaggio ad alta frequenza,determinato dal movimento delle particelle che compongono i tessuti attraversati dall’onda ultrasonica
  • Effetto chimico,costituito dall’alterazione parziale del ph locale e della permeabilità delle membrane cellulari, provocato dalle notevoli accelerazioni a cui sono sottoposte le cellule interessate dall’onda
  • Effetto di cavitazione, piccole bolle vengono generate nei fluidi attraversati dall’onda ultrasonica

Ultrasuonoterapia

 

APPLICAZIONE
La terapia con ultrasuoni può essere applicata a contatto diretto, con testina fissa o mobile, o ad immersione.

Contatto diretto
La testina viene applicata a contatto diretto con la cute, con l’interposizione di un gel conduttivo che serve a favorire la trasmissione dell’onda ultrasonica, che altrimenti verrebbe dispersa nell’aria.
Nella tecnica a testina mobile, il trasduttore, applicato con leggera pressione, viene fatto scorrere con movimenti brevi di 3-4 cm, perpendicolari o circolari.
Nella tecnica a testina fissa, quest’ultima viene posta sulla zona da trattare con una minore potenza di erogazione o un’emissione pulsata data la facilità di rapido aumento della temperatura nel punto circoscritto.

Metodica a immersione
E’ utile quando le superfici da curare sono piccole o irregolari.La parte da trattare, più comunemente le estremità, vengono immerse in un contenitore pieno d’acqua calda (per un maggiore effetto terapeutico)insieme alla testina emittente, posta a una distanza massima di 2-3 cm.
La potenza erogata e la durata sono maggiori rispetto alla tecnica a contatto diretto per la maggiore dispersione dell’onda.

INDICAZIONI

  • Tendiniti acute e croniche
  • Calcificazioni periarticolari
  • Distorsioni articolari (edema post-traumatico e lesione legamentosa)
  • Lesioni meniscali
  • Edemi ed ematomi organizzati
  • Borsiti
  • Tessuti cicatriziali
  • Fasciti plantari, talloniti, speroni calcaneari
  • Sindromi della mano e del piede (tunnel carpale, tarsale, de Quervain, Dupuytren)
  • Contratture muscolari
  • Strappi e stiramenti muscolari
  • Artriti, artrosi e patologie reumatiche in genere
  • Capsuliti

CONTROINDICAZIONI

Gli ultrasuoni non vanno utilizzati sull’area cardiaca, sulla regione cefalica e sui tessuti specializzati (metafisi fertili, testicolo, ovaio), che possono venire danneggiati.
Particolari precauzioni vanno adottate allorquando si effettuano applicazioni sul rachide di pazienti con esiti di laminectomia, per possibili danni al midollo spinale.
E’possibile esporre a ultrasuoni zone dotate di protesi metalliche, ma unicamente se si è sicuri che esse siano solo di metallo.
Gli ultrasuoni inoltre non vanno mai applicati in presenza di:

  • Osteoporosi ad alto turnover
  • Presenza di frammenti metallici
  • Protesi articolari
  • Vene varicose
  • Flebiti e tromboflebiti
  • Presenza di pace-maker
  • Arteriopatie obliteranti
  • Emorragie, mestruazioni
  • Tessuti neoplastici e zone limitrofe
  • Tubercolosi
  • Donna in stato di gravidanza
  • Soggetti in fase di accrescimento (bambini, adolescenti)
  • Pazienti che sono palesemente incapaci di comunicare chiaramente al terapista qualsiasi sensazione dolorosa