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POMPAGES ARTICOLARI

Anche se avvalorata da un americano, la tecnica dei pompages articolari, come molte delle nostre pratiche fisioterapiche, deriva dal massaggio svedese. Allora veniva chiamata “le manovre di tirare-lasciare”. In Terapia Manuale ha quattro scopi terapeutici:

  • Migliorare la circolazione lacunare
  • Lottare contro le retrazioni muscolari
  • Lottare contro le degenerazioni cartilaginee e le rigiditá articolari
  • Combattere i dolori di tensione

Qualsiasi sia il suo scopo, una manovra di pompage si fa sempre in tre tempi: una messa in tensione, l’utilizzo della tensione ottenuta, il rilasciamento della tensione.

  1. La messa in tensione é sempre la stessa. Non si tratta di trazione e nemmeno di allungamento. Deve essere: lenta, regolare e progressiva, mai superare l’elasticitá fisiologica dei tessuti. E’ una nozione molto importante che molte tecniche moderne trascurano. Pensare che piú la trazione é forte e piú é efficace é un grave errore. I tessuti umani hanno tutti, a gradi diversi, una certa elasticitá. E’ fisiologica, ma non deve essere superata. Al di lá i tessuti si difendono contro questa aggressione, non solo attraverso dei riflessi di difesa locali: contratture, spasmi, densificazione del connettivo, etc. Ma spesso anche attraverso dei riflessi neurovegetativi: nausee, brividi, vertigini, etc. che bisogna assolutamente evitare. Sono inutili e portano spesso a risultati contrari rispetto a ció che si vuole ottenere con il trattamento.
  2. Secondo lo scopo terapeutico, la conservazione della tensione sará piú o meno di lunga durata.
    – In un lavoro circolatorio, é il terzo tempo che sará importante. Il controllo della tensione sará di qualche secondo affinché il terapista percepisce facilmente il rilasciamento.
    – In un lavoro sulle retrazioni muscolari, che sono la patologia della tonicitá, é importante il secondo tempo. La retrazione tonica é dovuta alla penetrazione troppo importante dei miofilamenti di Actina tra i miofilamenti di Miosina a livello dei sarcomeri. Utilizzando la viscoelasticitá della fibra muscolare, una tensione sufficientemente prolungata (da 20 a 30 secondi) obblica i miofilamenti di Actina a scivolare verso l’allungamento.
    – Nei trattamenti articolari, il mantenimento della tensione ha la stessa importanza.
    Per le degenerazioni cartilaginee (artrosi), permette ció che chiamiamo la “reidratazione della cartilagine”. Questo tessuto connettivo particolare non é irrigato dalla circolazione sanguinea. Gli elementi nutritivi pervengono dai tessuti vicini per mezzo della circolazione lacunare. L’articolazione é in questo caso una pompa fisiologica. Nella “decoaptazione” delle superfici, la pressione intra articolare diminuisce, il liquido lacunare dei tessuti vicini viene come “aspirato” nella cartilagine; la “coaptazione”, al contrario, aumentando la pressione, espelle la linfa interstinale. Nelle artrosi delle articolazioni d’appoggio dove la compressione dominca, i “pompages” articolari permettono di equilibrare la circolazione lacunare.
  3. Il rilasciamento della tensione deve sempre essere abbastanza lento. Lo sará particolarmente nei pompages circolatori. Dobbiamo tenere presente che al circolazione saguinea e la circolazione linfatica non sono, in senso prorpio, delle circolazioni vitali. Esse trasportano il liquido vitale nei tessuti e lo riportano al sistema cardio-vascolare. Tutti gli scambi osmotici cellulari, tutti i fenomeni di fagocitosi immunitaria, si localizzano a livello del liquido lacunare, in modo particolare quello del tessuto connettivo. Il motore di questa circolazione lacunare é la motilitá dei tessuti gli uni sugli altri. La minima interruzione di questa motilitá blocca la circolazione lacunare e provoca ció che in patologie vengono chiamate “stasi liquide”. Il ritorno lento e controllato della tensione nel terzo tempo del pompage obblica la Fascia a vincere tutti i suoi blocchi, a liberare la motilitá. Si tratta di un vero massaggio in profonditá.

da “scuola di Terapia Manuale Marcel Bienfait