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MANIPOLAZIONE  FASCIALE

Per fascia si intende la componente delle parti molli appartenente al sistema del tessuto connettivo che permea il corpo umano, formando una matrice di supporto strutturale tridimensionale, continua ed estesa per tutto il corpo. Essa penetra e circonda tutti gli organi, muscoli, ossa e fibre nervose, creando un unico ambiente per i sistemi di funzionamento del corpo. (Findley et al., 2012).

Il concetto di Fascia intesa come struttura connettivale continua e interconnessa all’interno del corpo umano deriva dalla concezione ostepatica. A livello fisioterapico infatti, troppo spesso capita di focalizzarsi esclusivamente sulla regione del corpo sintomatica, tralasciando il fatto che l’apparato muscolo scheletrico funziona grazie a sinergie complesse di piú muscoli che, grazie alla collaborazione con altre strutture tra cui la Fascia, originano un determinato movimento. All’interno di questo sistema complesso é compito del fisioterapista orientarsi esaminando attentamente ogni singolo segmento corporeo interessato, pur mantenendo la concezione del funzionamento globale del nostro apparato muscolo scheletrico. Capire dove sono situate eventuali zone di alterazione fisiologica del tessuto muscolo-fasciale rappresenta infatti la base di un trattamento manipolativo capace di apportare la causa del problema. La sintomatologia troppo spesso rischia di deviare l’approccio terapeutico rendendo il trattamento caotico e mirato principalmente alla semplice remissione del sintomo e ragionare “globalmente” riduce al minimo il rischio che questo possa accadere.

La manipolazione Fasciale é una tecnica di terapia manuale incentrata sul trattamento della Fascia, ideata dal fisioterapista italiano Luigi Stecco. E’ una tecnica recente soggetta in questi ultimi anni a una grande espansione, sia in Italia che in ambito internazionale. La manipolazione fasciale non é da considerare esclusivamente una tecnica manuale. Essa é caratterizzata piuttosto da un approccio specifico indirizzato al sistema muscolo-fasciale inizialmente valutativo e solo in un secondo momento manipolativo.

La fase manipolativa del trattamento viene sempre preceduta da un’attenta valutazione, che si divide principalmente in tre fasi:
– La prima fase é quella della raccolta dati, in cui é prevista un’accurata anamnesi sulla situazione patologica globale del paziente (sede e durata del dolore primario, dolori concomitanti, movimenti dolorosi, alterazioni postulare, eventuali patologie associate, etc..);
– La seconda fase é caratterizzata dalla cosiddetta verifica motoria, in cui vengono fatti eseguire dal paziente alcuni test attivi e passivi in contrazione/allungamento per accertarsi dell’elasticità dei tessuti, delle eventuali limitazioni funzionali e della comparsa del dolore;
– La terza fase consiste nella verifica pappatoria, ossia la palpazione dei CC (centri di coordinazione) dei segmenti ritenuti i possibili responsabili della situazione patologica, con lo scopo di verificarne l’eventuale positivitá e quindi indirizzare il trattamento manuale.

I centri di coordinazione rappresentano i punti connettivali oggetto del trattamento di manipolazione fasciale. Essi si trovano sulla membrana connettivale che riveste e collega i muscoli, l’epinicio. Come giá anticipato, durante un movimento complesso entrano in gioco specifiche sinergie muscolari, denominate anche catene mio-fasciali, che consentono a più muscoli di funzionare sinergicamente tra loro, tramite il collegamento fasciale che connette tra loro a livello tensione diversi punti di coordinazione appartenenti ai rispettivi segmenti corporei interessati nel determinato movimento.
La mancanza di elasticità a livello della fascia puó quindi provocare limitazioni funzionali e comparsa di dolori primari e secondari. E’ quindi da questa base anatomica che nasce la necessitá di impostare prima un’attenta valutazione, capace di identificare la causa primaria del problema e andare successivamente a trattare i centri di coordinazione ritenuti responsabili della disfunzione fasciale che altera l’equilibrio tensione dell’apparato muscolo-scheletrico e di conseguenza origina la condizione patologica.

“Manus sapiens potens est” (cit. Luigi Stecco)